set 12
2019

Il giorno 5 ottobre 2019 ad Assisi per ricordare la figura di Padre Antonino

Il giorno 5 ottobre 2019 ad Assisi  per ricordare la figura di Padre Antonino

Il giorno 5 ottobre 2019, alle ore 15,30 nei locali della Missione Sat Cit Ananda, in Via Metastasio 2 ad Assisi

per ricordare la figura di Padre Antonino, nell’ottavo anno dalla sua dipartita

L’incontrarci di nuovo per ricordarlo insieme non potrà che essere motivo di sincera gioia, proprio perchè si ritrovano coloro che hanno intrapreso la strada della ricerca “…….quella strada dalla quale più non tornano indietro quelli che vi sono arrivati (pensando): io cerco rifugio in Lui soltanto, nella Persona originaria, donde si è sviluppato l’antico processo del mondo”(BG cap XV; l’albero della vita)”.

Quindi grande sarà la nostra felicità nel rivedersi, viaggiatori su questo meraviglioso cammino dove anche se uno si attarda gli altri fanno sosta per aspettarlo, dove non c’è uno più avanti dell’altro, dove non c’è competizione ma compartecipazione.

Questo ci ha insegnato Padre Antonino e cioè che tutti siamo uguali, della stessa sostanza fatti, in grado di giungere alla meta solo che noi lo vogliamo con tutti i nostri pensieri, con tutte le nostre forze, con tutta la nostra volontà; che nessuno è maestro all’altro, ma solo a se stesso e che il tempo è venuto in  cui dobbiamo realizzare che il Signore solo è l’unico e reale Maestro, che dimora in ciascuno di noi. Altrimenti il suo insegnamento sarebbe irrimediabilmente perduto

“Va avanti” usava dire spesso Padre Antonino, alla fine di ogni incontro spronandoci a raggiungere l’unico obiettivo quello di realizzare dentro di noi l’Aatman (il Brahman che immanente nella creazione e in tutte le esistenze). Sta scritto, infatti, nella Isa Upanishad “Colui che vede il Sè in ogni dove e in tutte le esistenze  e tutte le esistenze nel Sé, non fugge più da cosa alcuna. Colui per il quale l’Essere-esistente-in Sè è divenuto tutte le esistenze che formano il divenire, come potrà essere tratto in inganno, lui appunto che possiede una conoscenza così perfetta, come potrà soffrire lui che in ogni dove scorge l’Unità?”.

Noi tutti, appunto, siamo quelle esistenze alla continua ricerca del Signore “…colui che guida l’Universo, colui che è più sottile del sottile, colui che tutto sostiene, la cui forma non è pensabile, colui che ha il colore del sole, al di là delle tenebre…..” (BG Cap VIII- Il processo dell’evoluzione cosmica), noi che nella presente vita abbiamo avuto la grande fortuna di conoscere Padre Antonino, piccolo uomo nel fisico, ma immenso nello spirito, che ci ha indicato la via per sfuggire alla rete di Maya (la grande distruttrice del reale), che ha parlato al nostro cuore con le parole più semplici e per questo più penetranti, che è stato con noi fisicamente per molti e molti anni e che lo sarà anche nel cuore e nello spirito.

Perché dunque sprecare inutilmente il proprio tempo a cercare Guide o Maestri, quando noi possiamo arrivare a Lui direttamente, dentro di noi, Lui che è dietro tutte le forme manifeste? C’è in proposito una brevissima poesia di R. Tagore che recita “Per molti anni, per molti paesi, con molta fatica e con molte spese, sono andato a vedere i monti, sono andato a vedere i mari. Ma quando mi sono svegliato mi sono accorto, davanti a casa mia, della goccia di rugiada sopra un petalo di rosa.” Dunque è proprio vero che quello che noi abbiamo inutilmente cercato fuori di noi, era già tutto dentro di noi, solo che avessimo avuto il coraggio di tuffarci profondamente nelle insondabili profondità dei nostri Io.

Questo in sintesi era il pensiero di Padre Antonino, pensiero che riscopriamo continuamente nelle pagine dei suoi “Pensieri per la meditazione giornaliera” o in quel piccolissimo, ma non per questo affascinante, libro che è “Dialogando con l’Eterno”.  Dialogare, appunto, senza intermediari; formulare le nostre domande direttamente a Lui e saper attendere le risposte, ascoltare “Colui che parla in silenzio”. Ecco dunque le continue e costanti esortazioni di Padre Antonino verso una vita interiore, a fuggire la tumultuosa vita dei cinque sensi, pur nel rispetto dei nostri propri doveri.

E’ gradita la presenza di tutti coloro che vorranno partecipare e portare il loro contributo.